6 motivi per visitare la ridente città di Matsumoto

Matsumoto… ma che ttte ridi?

In Giappone, praticamente ogni mese – tranne giugno – c’è un ponte festivo. Quello di ottobre c’è appena stato, e noi ne abbiamo approfittato per andarcene un weekend nella prefettura di Nagano. Non è una meta turistica famosa come Kyoto, ma vale davvero la pena.

Per i turisti esiste il JR Pass, che consente di arrivare in due ore e mezza di treno da Tokyo. Noi, che siamo degli sfigati residenti, non abbiamo accesso al JR Pass, quindi ci muoviamo spesso in autobus (perché, credetemi, muoversi in treno ci costa quasi sempre il doppio #mannaggiaalgoverno). Da Shinjuku abbiamo prenotato un bus tramite Highway Bus, ed in cinque noiosissime ore (invece delle tre previste, c’era traffico #mainagioia) siamo arrivati a Matsumoto, la città circondata dalle Alpi giapponesi.

Cosa fare a Matsumoto?


1) Visitare il castello di Matsumoto

Un gioiellino, ed uno dei pochi castelli monumentali del Giappone. Figo per davvero, siamo rimasti fissi a guardarlo da fuori come due ebeti per circa mezz’ora. Siamo anche entrati, eh. Con 610 yen puoi visitare i giardini all’interno del parco ed entrare proprio dentro al castello, fino al piano più alto. Se avete problemi di ginocchia, artrite, vertigini e/o odio nei confronti della specie umana, vi sconsiglio di entrare. Gli scalini sono ripidi ed in legno scivoloso (sappiate che dovrete togliervi le scarpe per entrare, e reggerle in mano nella busta di plastica che vi daranno… come Snoopy), e mentre voi salite vi incrocerete in continuazione con coloro che scendono. No, non è piacevole. #loSconsigliodiBeronika #attentochecadi

(A proposito di cadute in Giappone, leggi questa mia risposta su Quora)

2) Passeggiare lungo la viuzza bianca Nakamachi

Questa città ha un tocco tirolese, o almeno nella mia testa è così. Tutte le casette bianche di questa via commerciale hanno un motivo a intreccio sulle pareti esterne, e le finestre di alcune case sono in legno. Molto carina, rimarrà impressa nella mia mente come la Ostuni Tirol-Giapponese (senza mare, però).

nakamachi matsumoto giappone
La via Nakamachi, Matsumoto

3) Passeggiare lungo la via di legno Nawate-dori

Quanto sono belline le viuzze giapponesi di legno. È come tuffarsi nel Giappone antico, anche se poi tiri fuori il telefono per fare una storia di Instagram e ritorni subito alla pallosa e scontata vita moderna.

Nawa dori Matsumoto
Nawate Dori a Mastumoto

4) Visitare il parco Agatanomori ed il memorial alla Former High School

All’entrata del parco c’è, appunto, questa ex-scuola superiore completamente in legno grigio ed in stile occidentale, molto molto elegante e molto poco giapponese. Il parco è molto curato, ed abbastanza grande. Durante il cambio delle foglie o l’hanami deve essere proprio suggestivo.

Agatanomori
Nawa dori Matsumoto

5) Visitare il museo d’arte di Matsumoto

Faccio una premessa: io non sono amante dei musei, purché non si tratti di qualcosa d’interattivo, tipo il museo della scienza. Questo museo non aveva nulla di interattivo, quindi non sono entrata… però – c’è sempre un però – sicuramente non sai che da questa città proviene un’artista famosissima a livello mondiale: Yayoi Kusama, meglio conosciuta come “l’artista dei pois”.

Fuori dal museo sono collocate le installazioni di questa artista, e vi dico che sono S-T-U-P-E-N-D-E.

Museo Arte Matsumoto
Museo d’Arte di Matsumoto

A-N-D-A-T-E-C-I.

6) Mangiare soba

Questa città è tutto un soba. Gelato di soba. Pasta di soba. Sake di soba. E che caz. Ma soprattutto, cosa significa “soba”? Grano saraceno. Chissà cosa ti aspettavi… Comunque, sul serio, questa città è famosa per la produzione del benedetto soba, e per coincidenza abbiamo beccato il festival del soba. Attorno al castello c’erano queste bancarelle in stile street food, dove il soba prevaleva su tutto.

Gelato di grano saraceno
Gelato di soba

Il ristorante dove abbiamo cenato – ci è piaciuto molto – si chiama Miyota Matsumoto.

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Beronika Massi
Creata in Italia, emozionalmente modificata in Spagna, in fase di collaudo in Giappone. Sono Veronica, (ex) ingegnere, appassionata di comunicazione digitale e scrittura creativa. Ho creato questo blog perché me lo ha chiesto il Giappone. Contatti: fujidalgiappone[at]gmail.com

2 Comments

  1. Bello bello. Per il momento guardiamo tutto con i vostri occhi e commenti. Poi chissà……comunque grazie

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