L’asessualità degli uomini erbivori in Giappone

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Io, di vegani ne conosco parecchi. Vegetariani? Moltissimi. Ma di “erbivori”… nemmeno uno.

“Oh Vero’, ma che stai a di’, cioè in Giappone ci sono delle persone che mangiano solo erba?”. Detto così sembra che stia parlando di qualcuno che è al livello canna 2.0. No, no, no. Qui l’alimentazione e le droghe non c’entrano nulla.

Chi è l’uomo erbivoro?

Un giorno un ragazzo giapponese si svegliò e pensò:

“Trovare una donna. Sposarla. Fare figli. Lavorare. Ma chi me lo fa fa’?! Piuttosto vado in giro con mamma a fare shopping”

Più o meno è come me lo immagino io. E fa poco ridere perché la realtà è proprio questa. L’uomo erbivoro è uno che non ha interesse nella “caccia” e nella “carne” – da qui si spiega il nome – e preferisce vivere la tua vita tranquilla senza “complicazioni”. Ovviamente non c’entra nulla con il discorso dell’omosessualità.

Il termine fu coniato e utilizzato in vari articoli dalla scrittrice Maki Fukasawa nel 2006, diventando popolare – e molto criticato – negli anni a seguire.

In un Paese dove i cliché sociali sono tantissimi ci si sarebbe dovuto aspettare l’insorgere di tali tipologie di tendenza.

Certo che il mondo è assurdo, no? Sembrerebbe che la causa scatenante sia il doversi relazionare con l’altro sesso.

Naaaa troppo complicato!

Ma ragioniamo un momento. Ci saranno mica alcuni lati positivi dell’essere erbivori…?

Lati positivi dell’essere erbivori

  • Risparmiare tempo al telefono. “Dove sei stato? Cosa hai fatto oggi? Che hai mangiato a pranzo?“. (Ah no scusate, questa è mia madre)
  • Risparmiare sui regali di Natale – in Giappone non si festeggia ma si fanno comunque i regali – e sul menu natalizio del KFCsui cioccolatini di San Valentino e su tutte le volte che si esce – dato che paga sempre l’uomo.
  • Risparmiarsi gli eventuali matrimoni di amici o parenti di lei: in Giappone si regalano sempre 30.000 yen a persona (ovvero 220 euro). #siamorovinati
  • Risparmiarsi gli eventuali funerali di amici o parenti di lei: in Giappone morire costa tantissimo. E non sto scherzando. Ai funerali si regalano soldi alla famiglia del defunto – aridaje – e le cerimonie funebri si ripetono normalmente dopo una settimana, dopo 49 giorni, dopo un anno e dopo 3 anni. Poi volendo ce ne sono altre… #morirenonègratis

  • Risparmiarsi lo stress del doversi vestire come vuole lei. Frasi tipo “Quei pantaloni sono bruttissimi, o li butti tu o li butto io”, “Questa maglia ha un buco, possibile che non te ne sia accorto?!”, “Non mi piace, cambiati!” saranno solo un ricordo.
  • Risparmiarsi gli amici di lei che ti stanno un po’ sulle balle.
  • Risparmiarsi i suoceri. #freesuocerizone
  • Risparmiarsi lo stress di andare da IKEA – è un problema internazionale.
  • Avere più spazio sotto l’ombrello quando piove – problema molto frequente in Giappone, eh.
  • Avere più spazio sotto al tavolo durante un terremoto – ti sembra niente?
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