L’isola di Sado: il Giappone vero

Avete mai sentito parlare dell’isola di Sado? Io… mai.
Organizzando i due giorni e mezzo di vacanza da trascorrere sulla costa occidentale del Giappone, abbiamo pensato di passarne uno qui, dato che l’isola si trova proprio di fronte alla città di Niigata.

Parlando con la mia amica giapponese, scopro che all’isola di Sado sono legati degli episodi spiacevoli alla memoria dell’intero Paese: rapimenti ed esilii.

Negli anni ’70, circa mille giapponesi scomparvero, senza lasciare traccia. All’inizio degli anni 2000, la Corea del Nord ammise di averle rapite per utilizzarle come spie o per studiarle – allo stesso modo fecero con molte persone della Corea del Sud. Molti di questi rapimenti avvennero proprio nell’isola di Sado, che è geograficamente la parte più vicina del Giappone. Sebbene sembri tutto fantascienza, vi assicuro che cercando in internet vi si accapponerà la pelle.

Durante il periodo medioevale, invece, pare che molti intellettuali – per diversi motivi – siano stati mandati in esilio sull’isola. Io, sinceramente, ci andrei volentieri in esilio.


Come arrivare all’isola di Sado da Niigata

A due ore e mezza in Ferry o a un’ora in Jetfoil (rapido), si trova l’isola di Sado.

Nella pagina web di Sadokisen potete consultare gli orari e la disponibilità di posti. Dopo aver prenotato vi arriverà una mail con un codice QR con il quale potrete pagare i biglietti direttamente al punto d’imbarco, agli sportelli o alle macchinette. Io ho prenotato il giorno prima, e il giorno del viaggio ho pagato direttamente agli sportelli (non c’era fila). Ricordatevi di arrivare al punto d’imbarco almeno mezz’ora prima della partenza prevista.

Dalla stazione di Niigata c’è un bus che con circa due euro vi porta direttamente lì, altrimenti in taxi ne spenderete al massimo una decina.
Noi abbiamo viaggiato in seconda classe (la più economica), dove puoi stenderti per terra. Ovviamente, anche qui devi toglierti le scarpe. Quindi evitate di mettervi i calzini bucati di Decathlon e sceglietene un paio decente.

ferry da niigata a sado
Interno della seconda classe del Ferry

Il prezzo è di circa quaranta euro andata e ritorno. Devo ammettere che è tutto abbastanza comodo. Si può anche affittare una coperta per meno di un euro. Se soffrite di mal di mare vi consiglio vivamente di prendere qualche pastiglia. Io non ho vomitato ma in alcuni momenti ho temuto il peggio, eheh.

Arrivati a Sado, siamo andati a prendere il veicolo, prenotata il giorno prima – dinanzi al porto vi sono diverse Car Rental, noi abbiamo usato Times Car Rental, spendendo intorno a 60 euro per 6 ore.

Visitare la miniera d’oro Sado Kinzan

Appena presa l’auto, ci hanno consigliato di andate alla miniera d’oro Sado Kinzan, situata nella costa opposta, a circa un’ora di distanza. L’ingresso per 30 minuti di visita costa circa 8 euro, e li valgono tutti. Ci sono altri tunnel da visitare, in cui si impiega più di un’ora e si paga un prezzo un po’ più alto. Noi abbiamo scelto il più corto. Vi sconsiglio vivamente di entrare se soffrite di claustrofobia. O di metallofobia. Ma che te ridi? Guarda che esiste davvero.

miniera oro tunnel
Dentro i tunnel che conducono alla miniera d’oro Sado Kinzan

All’interno della miniera sono state ricostruite le scene di lavoro dei minatori: i manichini sono animati, ed alcuni parlano. Ho cercato di instaurare un dialogo con uno, ma… non ci riesco con i giapponesi, figuriamoci con un robot.

Il lavoro è minuzioso. C’è un manichino che dice “Oh. Non vedo l’ora di uscire per andarmi a cercare una donna con cui fare sesso!”. Giuro che dice esattamente questo. Vabbè, anche i manichini hanno i propri desideri.

Nel seguente video potete rivivere l’inquietante sguardo del manichino:

In una sala del museo che si trova dopo la visita al tunnel, c’è un cubo di plexiglass contenente un lingotto d’oro. Attraverso un buco potete infilare la mano e cercare di tirar fuori il lingotto in 30 secondi: se ci riuscite, il lingotto è vostro, e vi assicuro che non è roba da poco. So’sssoldi. Pesa molto. Dovete avere una mano piatta per riuscirci.
Finora, delle 2376 persone che ci hanno provato, nessuno è riuscito. Nz’. Sto pensando di allenare i miei nipoti per l’impresa…

All’uscita della miniera volevamo andare a rifocillarci in qualche ristorante. Ed è lì che abbiamo fatto una scoperta terribile per gli affamati. Essendo un’isola abbastanza piccola, il cibo viene calcolato e distribuito per orari. Alle 13:30 era già troppo tardi, ed i ristoranti a quell’ora non hanno più nulla da cucinarti. Per fortuna esiste sempre il santo combini aperto 24/24 ore, per cui abbiamo potuto sopravvivere. Se volete andare in qualche ristorante, quindi, andate presto.

Godersi dei paesaggi mozzafiato

Sado mi ha colpito per la bellezza selvaggia e per la sensazione di essere, finalmente, nel vero Giappone. La costa è frastagliata, assomiglia molto al nord della Spagna, ed alcuni paesaggi sembrano quelli di Game of Thrones.
Ho scoperto che c’è un film di Hollywood, The Earthquake Bird, che verrà girato proprio tra Tokyo e l’Isola di Sado.

costa isola di sado
La costa occidentale
montagna isola sado
Zona montagnosa

I piccoli paesini costieri, dove risiedono i circa 70.000 abitanti dell’isola, sono tutti in legno. Attraversarli è stupendo e si apprezza davvero l’originalità di questi posti. Sembra di essere in un’altra epoca.

In auto abbiamo potuto girare tutta la costa nord, in un tempo di circa due ore. Purtroppo bisogna mettere in conto che, dipendendo dal periodo dell’anno, può far notte molto presto. A fine novembre, alle 16:20 già non c’è luce. Se poi sei anche miope… lascia stare.

Se fossi stata a conoscenza della bellezza di quest’isola, durante la mini vacanza a Niigata avrei organizzato un pernottamento, in modo da poterla girare tutta, e magari infilarci un’escursione – al centro, l’isola è montagnosa e c’è un luogo in particolare dove si può arrivare ad un castello situato sulla cima.

Sarà per la prossima! Se potete, andateci.

Beronika approved.

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Beronika Massi
Creata in Italia, emozionalmente modificata in Spagna, in fase di collaudo in Giappone. Sono Veronica, (ex) ingegnere, appassionata di comunicazione digitale e scrittura creativa. Ho creato questo blog perché me lo ha chiesto il Giappone. Contatti: fujidalgiappone[at]gmail.com

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