Vivere in Giappone: 10 considerazioni dopo un anno

Vivere in Giappone è sicuramente molto interessante, perché negarlo?

Generalmente, da una percezione rapida del tempo si deduce che l’esperienza sta risultando positiva. A me, il tempo è volato. Dopo un anno esatto posso fare un bilancio riguardo com’è vivere in Giappone e stilare una lista di punti importanti riguardanti la vita in Giappone secondo la mia esperienza personale.

1) Vivere in Giappone, che è un Paese molto ordinato, ti rende capace di pensare anche in maniera ordinata.

Il Giappone è un luogo estremamente ordinato. Mia madre già lo sapeva. È per quello che minacciava sempre di buttarmi i panni dalla finestra. Chi è disordinato come me, capirà.

(non è cambiato nulla⬇︎)

Disordine sul sofá di casa mia

2) Cosa succede quando la “diversa” sei tu?

Si può confondere la provenienza di persone asiatiche per la somiglianza nei tratti del viso. Al contrario, il tuo viso occidentale non si confonderà mai con il loro. E, si, ti osserveranno mentre cammini per strada, pensando che tu non te ne accorga. Per questo non mi piace andare allo zoo. Adesso li capisco, gli animali.

3) Noi dovremmo essere un po’ più giapponesi e i giapponesi dovrebbero essere un po’ più italiani.

Io manderei tutti a trascorrere un periodo qui. Non mandateli a quel Paese, bensì in Giappone. Qui si può imparare che si può essere capaci di non buttare spazzatura per strada, che si può parlare con un tono di voce un po’ più basso e sfogarsi poi al karaoke, e che si possono dare dei lavori finti ai vecchietti invece di lasciarli osservare il cantiere.

Al contrario, un giapponese in Italia può apprendere che dire ciò che si pensa non è un dramma, che si può vivere senza apparire costantemente come un Gobbo di Notre-Dame ripiegato sul telefonino, e soprattutto che non si vive per lavorare.

4) Anche tu dormirai sui sedili della metro.

All’inizio riderai degli altri. Li fotograferai. Ihihih, ahahah. Dopo qualche mese ti ritrovi a russare anche tu. Tiè.

persona dormendo nel treno giappone
Persona dormendo nel treno

5) La gentilezza e l’educazione sono due concetti diversi.

La sensazione che tutti i sorrisi e i toni di voce gentili siano fake non ha colpito solo me. Un turista non coglie questo aspetto. A mio parere si nota la differenza di un comportamento risultato da un’imposizione ed uno completamente spontaneo.

6) Non di solo pane vive l’uomo.

No: anche di alghe, soia e riso. Tanto riso.

7) Non è mai tardi per rimettersi a studiare.

Anche se l’età media dei vostri compagni è di dieci anni inferiore alla vostra, non scoraggiatevi. Spacciatevi per ventenni, piuttosto. Quando la professoressa vi chiederà “E tu, cosa vuoi fare da grande?” la guarderete negli occhi, con tenerezza, e le direte che siete ancora indecisi. Come se non fosse vero. Ahah.

8) Vivere dall’altra parte del mondo ti fa percepire le distanze in un’altra maniera.

Quando ti metti l’anima in pace sapendo che per tornare a casa il viaggio dura una media di dodici-venti ore, gli spostamenti tra Italia e Spagna, a confronto, ti sembrano la passeggiatina pomeridiana con il cane. Figuriamoci un’ora di treno.

L’autobus da Roma a San Benedetto del Tronto, invece, grazie alle telefonate della gente che racconta tutta la sua vita all’interlocutore, all’autista che litiga con gli altri autisti per la sosta, ai bambini che non hanno dei genitori capaci di togliere la suoneria dei loro giochini sul telefono, sembra più pesante di Dubai-Roma. Tutto ciò che odii del Belpaese è lì, in un unico autobus.

9) Il Giappone è avanti solo con il fuso orario.

Il ricordo del boom tecnologico degli anni del dopoguerra è un ricordo del passato. Nipponia continua a vendersi come un Paese assolutamente all’avanguardia, ma a mio parere attualmente tale aspetto è tangibile al 100% solo nei washlet tecnologici. E attenzione: a volte sono pure alla turca.

10) Dall’altra parte del mondo c’è sicuramente qualcuno disposto ad aiutarti.

Anche quando tutto sembra perduto, un giapponese ti aiuterà. Probabilmente non parlerà inglese. Ti dirà “あなたはグーグル翻訳に行き、意味を探しましたか” e tu risponderai “まだグーグルを使っていますか”.

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Beronika Massi
Creata in Italia, emozionalmente modificata in Spagna, in fase di collaudo in Giappone. Sono Veronica, (ex) ingegnere, appassionata di comunicazione digitale e scrittura creativa. Ho creato questo blog perché me lo ha chiesto il Giappone. Contatti: fujidalgiappone[at]gmail.com

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